Crollata nonostante le mura.
Crollata nonostante gli eserciti.
Crollata nonostante eterna,
tutti siamo eterni per un attimo.
Non resta niente, peggio di niente,
le Rovine che oltraggiano
la passata floridezza.
Nella grandezza ha compiuto
il primo giro
la spirale della rovina,
nell'impero in decadenza
si sublima l’imperialismo.
C’erano tante case
e non è rimasta
che qualche ombra
e frammenti di cose
sparse.
Non si ricostruisce.
Le vittime non torneranno indietro,
mai più vedremo il pontefice massimo
salire con la sacerdotessa vestale
i mille gradini che conducono
al Campidoglio
dopo aver attraversato la via Sacra.
Non ci sono ponti tra i due mondi.
Il sale sulle ceneri
isterilisce la fenice,
non le permette di risorgere.
Poesia tratta da L'infinita vanità del tutto, 2019.
Nonostante sia prettamente prosaica, il linguaggio utilizzato le imprime il giusto lirismo, combinando le caratteristiche di questi due modi di fare poesia. Il rito delle vestali è una citazione dotta (Orazio, 3° libro, trentesima ode, Exegi monumentum aere perennius). Rappresenta lo stile di molte poesie della raccolta (non tutte, perché non ho adottato una sola lex operis).


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