lunedì 18 febbraio 2013

Fontamara

Prima edizione 1933 (Svizzera); seconda edizione 1934 (Parigi - Zurigo); 1947 (Roma); 1949 (edizione definitiva).
Fontamara è un romanzo di denuncia sociale che ha faticato enormemente ad essere preso in considerazione dalla critica italiana. Dopo la - scontata - censura fascista, infatti, Silone ha subito l’opera di boicottaggio dei democristiani e dei politici del Partito Comunista Italiano, che lo stesso autore aveva contribuito a fondare. Così, mentre veniva tradotto in ventisette lingue, in Italia il romanzo più celebre di Silone è rimasto nellombra fino al 1965, nonostante ne avessero parlato figure di spicco quali il filosofo socialista Bertrand Russell e Trockij. Parlare della fortuna di Silone significa anzitutto ricordare la codardia degli intellettuali italiani. 
Come ha scritto Carlo Bo: 
Da una parte c’era un intellettuale che non aveva mai tradito la sua verità o menomato la sua coscienza, dall’altra c’era una schiera di intellettuali senza alcuna esperienza di vita, totalmente ignari della politica mondiale […] Ci fu un tempo che era d’obbligo insultarlo o irriderlo. Quel tempo è passato ma le colpe della nostra sordità e della nostra viltà non sono state cancellate, non lo saranno neppure dopo. Quello spirito diverso che veniva identificato in un “pidocchio” è stato uno dei pochi maestri veri della nostra penultima storia”.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.